Le carte portolane del Mediterraneo: navigazione e tecnica nel Medioevo
Come i cartografi genovesi e veneziani del XIII secolo costruivano mappe nautiche di precisione senza strumenti ottici, basandosi su rotte praticate e misurazioni empiriche.
Un archivio dedicato alle carte geografiche storiche italiane ed europee: dal rilevamento topografico romano alle grandi sintesi cartografiche del Rinascimento, passando per i portolani medievali del Mediterraneo.
Documentazione e analisi su mappe storiche, archivi cartografici regionali e metodi di rilevamento topografico dall'antichità al Settecento.
Come i cartografi genovesi e veneziani del XIII secolo costruivano mappe nautiche di precisione senza strumenti ottici, basandosi su rotte praticate e misurazioni empiriche.
L'itinerario romano che collegava ogni angolo dell'Impero: struttura, simboli e lettura di uno dei documenti cartografici più longevi della storia europea.
Il sistema di coordinate geografiche elaborato da Claudio Tolomeo nel II secolo d.C. rimase il riferimento tecnico della cartografia europea fino al XVI secolo.
Tra il 1450 e il 1600, tipografi, cosmografi e geografi italiani — da Fra Mauro a Giacomo Gastaldi — produssero atlanti e carte che aggiornarono radicalmente la conoscenza geografica europea, integrando i resoconti dei viaggi oceanici con la tradizione tolemaica.
Leggi sull'eredità di TolomeoIl planisfero del monaco camaldolese Fra Mauro, realizzato per il re Alfonso V del Portogallo e conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, è uno dei documenti cartografici più ricchi del Quattrocento. Orientato con il sud in alto, riassume fonti arabe, portolani medievali e testimonianze dei mercanti.
Rappresenta un momento di transizione: la visione cosmografica medievale inizia a cedere spazio a un approccio basato sull'esperienza diretta e sulla comparazione delle fonti.
Le raccolte cartografiche degli Archivi di Stato di Venezia, Firenze, Napoli e Roma conservano migliaia di mappe originali tra il XIII e il XIX secolo, spesso inedite o poco studiate.
Dalla centuriazione romana alla triangolazione rinascimentale: come si misurava il territorio prima dell'avvento degli strumenti ottici moderni e della geodesia scientifica.
I portolani del Mediterraneo, prodotti prevalentemente in Italia tra il 1270 e il 1600, rappresentano la prima tradizione cartografica sistematica basata su dati empirici di navigazione.
Pubblicato ad Anversa nel 1570 da Abraham Ortelius, il Theatrum Orbis Terrarum è il primo atlante moderno in senso stretto: una raccolta sistematica di mappe di formato uniforme, corredata da testi geografici e da un indice dei topònimi. Molte delle mappe dell'Italia peninsulare si basavano su rilevamenti di Giacomo Gastaldi.
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Analisi, fonti primarie e documentazione storica sulle mappe che hanno descritto la penisola italiana nei secoli.
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